martedì 30 ottobre 2007

I primi nove mesi di CGIL - CISL - UIL in Radio&TV





di Emilio Limone

La crisi sempre più forte che investe la società italiana continua ad avere connotazioni drammatiche nel mondo del lavoro.
Il dibattito su Legge Biagi e precariato è solo l’ultimo tassello di un mosaico ben più complicato, costituito da dati allarmanti su disoccupazione, caro vita e incertezza sulle pensioni odierne e future.
Sin dalle prime battute dell’anno, la voce dei lavoratori si è fatta sentire in più occasioni, con manifestazioni di piazza contro le scelte del Governo Prodi, ed i sindacati hanno avuto un ampio spazio sia decisionale che mediatico.
Canale Tre ha analizzato le presenze radio-televisive dei segretari nazionali delle tre principali organizzazioni sindacali, Guglielmo Epifani (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil), nel periodo che va dal 1 gennaio al 30 settembre 2007. L’analisi quantitativa indica in Epifani l’esponente sindacale più presente, con 1432 segnalazioni; Bonanni con 1216 e Angeletti con 908.
Il conteggio dei passaggi per antenna rileva il maggior numero di segnalazioni per Radio1: Epifani 304, Bonanni 296 e Angeletti 24.
Tra le emittenti commerciali, Italia 1 è in coda alla graduatoria, con solo 5 interventi di Epifani, 2 di Bonanni e 3 di Angeletti.
Il rapporto tra i media in etere sottolinea una situazione di quasi parità tra radio e tv, con il mezzo televisivo che privilegia leggermente Epifani (6 per cento di scarto) e Bonanni (2 per cento), mentre non conferma la tendenza il conteggio dei passaggi di Angeletti che, con il 10 per cento di scarto, registra una maggiore presenza dell’informazione radiofonica.

lunedì 29 ottobre 2007

L’Ue nei mass media italiani: riflessioni su notizie, personaggi e argomenti




di Anguel K. Beremliysky

La presenza dell’Unione europea (Ue) nei mass media italiani è una questione da sempre assai interessante. Lo dimostra anche l’esistenza di non pochi studi e approfondimenti sull’argomento. Ma vediamo se anche noi possiamo arricchire questo quadro, fornendovi qualche dettaglio di forma e di colore.

Lo facciamo analizzando le presenze dell’UE, intesa soprtattutto come istituzioni e politiche, nel contesto mediatico italiano. I dati quantitativi riguardano pertanto un arco temporale di 1 mese, compreso tra il 26 settembre e il 26 ottobre. Seppur breve, questo periodo ha fornito un sufficiente numero di argomenti e notizie che possano essere associate alla dimensione europea: dal vertice di Lisbona al quale è stato trovato un accordo sulla riforma dei Trattati, alla questione collegata dei seggi parlamentari spettanti all’Italia, all’immigrazione e all’OGM.

Tutti temi che hanno interessato il dibattito interno e che, giustamente, hanno visto una presenza mediatica dell’Ue che va sempre di più consolidandosi con il tempo e che conta nel periodo considerato ben 344 notizie. Tra le istituzioni ad avere la meglio è, chiaramente la Commissione (54), in quanto una fonte permanente di notizie, decisioni e iniziative. Il mese scelto conferma altresì che tra i componenti del collegio di Bruxelles, solitamente vengono citati il José Manuel Barroso (4 volte) in quanto presidente, Franco Frattini (18) nella qualità di rappresentante italiano e Joaquin Almunia (47), il responsabile degli affari economici e monetari.

Frattini e il suo collega spagnolo sono “favoriti ” anche dal forte accento che viene posto nel pubblico dibattito su due argomenti che vedono loro direttamente coinvolti. Trattasi rispettivamente delle questioni dell’immigrazione e della emergenza sicurezza e del continuo apprezzamento dell’euro. Almunia viene spesso associato alle notizie relative ai giudizi esterni su Finanziaria e welfare che sono attualmente all’ordine del giorno delle istituzioni.

La gestione dell’immigrazione a livello Ue e l’emergenza rom provenienti dalla Romania sono stati saldamente legati durante questo periodo. Gli interventi di Frattini, infatti, sono stati principalmente incentrati su poteri e normativa relativi all’espatrio, ma anche sulla sua ultima proposta di introdurre una carta blu a livello europeo per garantire un miglior coordinamento e maggiore efficacia nell’attirare nel Vecchio continente manodopera altamente qualificata da paesi terzi.

E’ interessante anche il caso dell’altro argomento – l’OGM – che suscita molte reazioni prevalenatemente negative presso l’opinione pubblica italiana. La decisione della Commissione europea di consentire la commercializzazione di alcune colture transgeniche come il mais ha aperto un dibattito spesso acceso tra sostenitori e oppositori dei prodotti prodotti con l’aiuto della scienza. Ad alimentare il contradditorio che si è svolto in diverse trasmissioni televisive e radiofoniche è stata anche la campagna lanciata contro la decisione di Bruxelles sotto il titolo “Liberi da OGM” che ha visto lo schierarsi su questa linea di demarcazione di mote ONG ma anche rappresentanze di categoria come la Coldiretti.

Lo sguardo complessivo ci aiuta a vedere che il modo in cui vengono trattate le notizie provenienti dall’Ue da parte dei mass media italiani continua ad essere prevalentemente negativo e passivo dal punto di vista dell’Italia. Si cerca cioé di rappresentare il rapporto tra l’Italia e il resto dell’Ue quasi come un confronto caratterizzato da antagonismo del tipo “noi contro gli altri” e viceversa. Questo si osserva soprattutto nelle tante notizie relative all’euro e al suo crescente costo, alle critiche che arrivano regolarmente sui conti pubblici italiani, all’OGM e l’etichettatura obbligatoria. Simile è stato il tenore anche della questione spinosa della nuova ripartizione dei seggi del Parlamento europeo ( PE) che ha visto l’Italia in una posizione assai precaria inizialmente, ma poi recuperata grazie all’accordo ottenuto durante i negoziati, considerato quasi una “vittoria diplomatica”. L’UE e, in modo particolare, l’allargamento sono ritenuti la causa dell’esplosione della criminalità sul piano locale in quanto hanno acconsentito a questi arrivi di massa di romeni, neo cittadini comunitari. Al tempo stesso, i media spesso cercano rassicurazioni rivolgendosi alle istituzioni europee, impersonificate nella fattispecie da Franco Frattini. Tutto questo su uno sfondo di un senso di sollievo dovuto al superamento dello stallo istituzionale e il ritrovamento del consenso sulla riforma.

Monitoraggio radiotelevisivo delle elezioni 2007 in Europa – Svizzera, Slovenia e Polonia a confronto







di Anguel K. Beremliysky

Sappiamo tutti che i mass media italiani sono da sempre molto attenti, come è giusto che sia, ad ogni tipo di elezioni che si svolge nel Paese – dalle politiche alle amministrative e quelle per il Parlamento europeo. Ma come si comportano quando devono informare l’opionione pubblica sulle consultazioni che avvengono in un altro Paese, in un altro angolo del mondo. Di recente ci è stata offerta una occasione davvero singolare e interessante ai fini della rilevazione dei dati numerici relativi alla copertura radiotelevisiva dei processi elettorali all’estero.

Trattasi del voto avvenuto simultaneamete in tre paesi diversi – Polonia, Svizzera e Slovenia – lo scorso 21 ottobre. Analizzando nel complesso i dati quantitativi del monitoraggio radiotelevisivo di questi eventi, una premessa importante è d’obbligo: sono tutti e tre dei Paesi europei e quindi, per la legge della vicinanza geografica, meriterebbero un’attenzione mediatica maggiore, specie se due di loro confinano anche con l’Italia. Il numero complessivo di presenze 134, rilevato nell’ultimo mese, conferma questa previsione. Inoltre, i passaggi nei titoli dei vari TG/GR ammontano a 18. Se andiamo a riguardare da vicino i numeri relativi alle singole tornate, tuttavia, si evidenziano alcune importanti differenze. Sulla presenza sembra incidere in gran parte la dimensione del singolo Paese: mentre la Polonia e la Svizzera sono paesi più grandi, la Slovenia è molto più piccola e suscita meno interesse. I numeri che ne evidenziano la rilevanza sono rispettivamente: 75, 52 e 7. Ma ciò non è sufficiente. Le elezioni slovene hanno trovato meno spazio in quanto si svolgevano per eleggere il capo dello stato e non il parlamento. A prescindere dalle specificità dei tre ordinamenti costituzionali, v’è da dire che tendenzialmente ( ma con le dovute eccezioni) ad essere al centro dell’attenzione sono sempre le elezioni politiche ( o parlamentari ) a scapito di tutte le altre. In più, il voto di domenica in Slovenia era solo il primo turno; e le informazioni in partenza indicavano il sicuro ricorso al ballottaggio.

Dal dato aggregato delle presenze si possono dedurre anche altre importanti conclusioni. La copertura televisiva è sempre leggermente superiore a quella radiofonica, mentre il genere predominante è il TG/GR. Comee antenne “più attenti” si confermano Radio 3 che da sempre garantisce grande spazio alle notizia di politica estera/europea, ma anche Rai 2 e Rai 1. Quest’ultima ha guadagnato in termini di informazione proveniente dall’estero dopo l’ultimo cambiamento radicale dello schema del suo TG. Non si può parlare certamente di un’inversione di rotta ma Canale 5 e il TG 5 sono questa volta in netto recupero, essendo al terzo posto per quanto riguarda la Polonia e la Slovenia, mentre si posizionano primi per il voto in Svizzera. Questo dato non è da ritenersi così sorprendente dati comunque i legami tradizionali e culturali che esistono tra l’Italia e la Svizzera. Ma ad influire maggiormente su questo trend sono stati sicuramente i connotati xenofobi e populisti della campagna elettorale. A conferma di questa osservazione viene anche il fatto che solo alle elezioni in Svizzera sono state dedicati anche altri generi di trasmissione oltre al format TG/GR, poiché i temi dell’immigrazione e lo scontro pre-elettorale hanno rappresentato un utile argomento per degli approfondimenti.

In termini di note polemiche non sono state da meno neppure le elezioni in Polonia. Qui la cosa più sorprendente è la lunga attesa del risultato. Difatti, le prime notizie riguardanti la campagna risalgono all’inizio del mese di ottobre, mentre della Svizzera e della Slovenia non si parla prima del 20.

Infine, un altro elemento che univa le tre elezioni era l’Unione europea. Mentre le elezioni in Polonia rivestivano un importanza dal punto di vista delle future relazioni tra Varsavia e Bruxelles, alla luce dei recenti attriti sulla riforma dei Trattati e non solo, le elezioni in Svizzera hanno rirproposto di nuovo l’ipotesi di un adesione della Confedereazione elvetica all’Unione. La Slovenia invece è un Paese di nuova entrata e a partire dal gennaio 2008 sarà il primo Stato dell’Europa orientale a ricoprire la Presidenza di turno dell’UE. I servizi sulla Svizzera soprattutto dopo le elezioni e la vittoria dell’UDC hanno escluso categoricamente la possibilità che Berna possa entrare a far parte dell’Ue. Più riferimenti all’Europa sono stati comunque fatti per le elezioni polacche che sono state analizzate dal punto di vista dei possibili cambiamenti di tono nel dialogo con e all’interno delle istituzioni europee. Sono state altresì fornite delle testimonianze sui commenti di alcuni leader europei.

Grazie a questa analisi si scopre che l’arcinoto problema della scarsa cultura internazionale dei mass media italiani sta venendo meno. Per fortuna. La luce fatta sulle elezioni in questi tre Paesi è stata forte ed intensa, grazie sicuramente ad alcuni elementi “piccanti” delle campagne elettorali ( eccezion fatta per la Slovenia). Questo risultato è stato garantito anche sulla scia del flusso di informazione che ha accompagnato e seguito il vertice di Lisbona, terminato due giorni prima delle tornate elettorali in parola.

mercoledì 24 ottobre 2007

Dicasteri e Ministri in radio e tv dall'inizio dell'anno al 30 Settembre







Monitoraggio quantitativo su radio e tv dal 1 Gennaio 2007 al 30 Settembre 2007
Nota Metodologica:
Emittenti TV Nazionali Monitorate
1 Rai 1
2 Rai 2
3 Rai 3
4 Rete 4
5 Canale 5
6 Italia 1
7 La 7
8 MTV
Emittenti TV Satellitari monitorate
1 SKY TG 24
2 Bloomberg
3 CFN-CNBC

Emittenti TV Locali Monitorate
1 Toscana RAI 3 Regione, Italia 7, RTV 38, Canale 10
2 Calabria RAI 3 Regione, TeleReggio, Reggio TV
3 Lazio RAI 3 Regione, Rete A, Super 3, Telestudio, T9, Rete Oro.
4 Sicilia RAI 3 Sicilia, Tele Vip, Antenna Sicilia, RTP
5 Lombardia RAI 3 Regione, Telereporter, Telenova, Telelombardia.

Emittenti radiofoniche monitorate
1 Radio Rai 1
2 Radio Rai 2
3 Radio Rai 3
4 Radio Capital
5 RTL
6 RDS
7 Radio 24
8 Radio Vaticana
9 Radio 105
10 Radio Parlamento

Oggetto del monitoraggio:
Tutte le Trasmissioni di carattere informativo
ad esclusione di film, telefilm, fiction,
eventi sportivi, spot

-Giorni della settimana monitorati
Lunedì-Domenica

-Fasce orarie:
00.01 - 24.00

-Periodo Monitorato
1 Gennaio 2007 – 30 Settembre 2007

lunedì 22 ottobre 2007

I segretari di Partito dal 1 al 21 Ottobre 2007



Le news dall'estero

Il caso De Magistris - Mastella

La comunicazione italiana sul mercato Tessile


Analisi quanti-qualitativa delle presenze TV della tematica “Tessile” nel quadriennio 2001 – 2004



Il 2001 sarà ricordato come l’anno che ha segnato l’inizio di una nuova era dell’industria e del commercio mondiali: è l’anno in cui la Cina diventa membro dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Un momento storico per le “diplomazie economiche” mondiale, il primo passo della pianificazione di nuove strategie industriali per i membri del mondo occidentale.
Un partner/concorrente con una simile capacità produttiva e con un margine di sviluppo difficilmente quantificabile hanno determinato un’immediata reazione in Europa e Stati Uniti.
L’industria cinese sta attraversando una fase di intenso sviluppo e trasformazione ed i mercati occidentali non possono restare alla finestra.
Ed il mondo dei media? Come ha reagito a questa “notizia”? Come si sono aggiornati i contenuti?
L’obiettivo che si pone questa analisi è svelare questa “reazione”, attraverso la rilevazione dei dati, la misurazione e l’incrocio degli stessi.
L’analisi è volta alla rilevazione, quantificazione e qualificazione della comunicazione televisiva sul tema “tessile”, in chiave industriale ed economico. Non vengono, dunque computate, in quanto non pertinenti, le news di taglio prevalentemente cronicistico o “rosa”

Periodo monitorato: 01/01/2001 - 31/12/2004

Emittenti monitorate:
- Rai 1
- Rai 2
- Rai 3 (comprese edizioni TGR Lazio e Lombardia)
- Rete 4
- Canale 5
- Italia 1

Trasmissioni monitorate:
- TG
- Talk Show
- Trasmissioni contenitore
- Speciali
- Rubriche
- Eventi

Fascia Oraria: 00.00 – 23.59

Giorni della settimana: Lunedì - Domenica

Totale delle notizie rilevate: 5814


- Quadro d’insieme e grafici consuntivi

In questa sezione si procede con l’illustrazione dei grafici consuntivi dell’intera analisi, per procedere in seguito alla disaggregazione del dato ed all’analisi anno per anno.
Le 5814 notizie rilevate sul tema “Tessile” si articolano nell’arco del periodo oggetto dell’indagine come indicato di seguito:
- 2001: 1792
- 2002: 1385
- 2003: 1288
- 2004: 1349
L’andamento in termini percentuali può essere dunque letto come segue :
2001 – 2002 : - 22.8%
2002 – 2003 : - 7.1%
2003 – 2004 :+ 4.7%
Si rileva una significativa riduzione della comunicazione sul tema tra il primo ed il terzo anno dell’indagine ma una controtendenza nel quarto anno.



Procedendo alla rilevazione delle presenze della tematica tra le varie antenne oggetto del monitoraggio, si rileva una sostanziale differenza in termini assoluti (aggregando per gruppi editoriali Rai e Mediaset) ma analoga distribuzione tra le varie emittenti dei gruppi. Rai 1 e Rai 2 presentano lo stesso valore percentuale, per quanto riguarda la Rai, come Italia 1 e Canale 5, per Mediaset ed una ridotta attenzione al tema di Rai 3, come per l’editore concorrente Rete 4.
Nel grafico in alto risulta chiara la maggior attenzione dedicata al tema dalle reti Rai rispetto alle reti Mediaset, come per altro esplicita ancor di più il grafico di sotto. Questo in parte si giustifica per la maggior quantità di contenuti informativi sulle reti dell’emittenza pubblica. Risalta per altro il dato di Rai 3 rispetto alle “emittenti sorelle”. Se le tre Mediaset dedicano una quantità di spazio al tema, sostanzialmente omogenea, la differenza tra Rai 3 e Rai 1 e Rai 2 è di circa 6 punti percentuali.
Analizzando l’andamento anno per anno ciò che più risalta è la controtendenza di Rai 1, Italia 1 e Rete 4. Se le altre tre emittenti dedicano progressivamente meno spazio al tema, i tre network sopraccitati vedono una crescita dei passaggi, in particolar modo “l’ ammiraglia Rai”



SI procede ora con la rilevazione del dato per singolo anno:

Notizie Totali: 1792 così suddivise tra le 6 antenne nazionali





Per valutare la qualistica della comunicazione sul tema in esame, si procede con l’individuazione del genere di informazione che viene trasmessa, distinguendo dunque tra notizie corredate di immagini (filmati o servizi) e notizie “solo” lette dallo speaker o conduttore.

Sul totale (5814), il numero di notizie corredate di immagini è 2776 (47.7%)

Procedendo alla disaggregazione del dato prima per anno e poi per antenna si ottengono i seguenti risultati:



* L’analisi sulla quota di notize accompagnate da immagini, è stata condotta su soli tre anni,in quanto i dati 2001 sono parziali e dunque risulterebbero disomogenei rispetto all’insieme

Per posizione:

Il totale di notizie per ciascun anno e per ciascuna antenna viene indicizzato per posizione: dalla prima alla quinta, dalla sesta alla decima e dall’undicesima in poi. Secondo la scienza delle comunicazioni, la capacità del dato messaggio di raggiungere l’ascoltatore, ed essere compreso, dipende dalla qualità dello stesso messaggio e dal grado di attenzione del destinatario. Di conseguenza un messaggio all’inizio di una trasmissione sarà più penetrante in quanto la reattività intellettuale dello spettatore è maggiore (non è ancora “stanco” per le immagini viste e voci ascoltate). Lo stesso discorso vale per lo stesso messaggio collocato in chiusura di trasmissione, perché l’attenzione dello spettatore è meno speculativa e più “serenamente” ricettiva. Una notizia a metà palinsesto invece penetra meno in quanto la concentrazione dell’ascoltatore, pur essendo al suo picco massimo, è viziata da una serie di sollecitazioni visive ed uditive di quanto ha fino a quel momento seguito, e dalle stesse che seguiranno la messa in onda della notizia analizzata.

Nel primo anno d’indagine appare sostanzialmente osservata la regola enunciata nella premessa. La maggior parte delle notizie si collocano in apertura e chiusura di trasmissione, all’infuori che per Rai 3 e Canale 5, ove una quota significativa di news si colloca a metà “scaletta”.
Nel 2002 il dato appare quasi speculare a quello dell’anno precedente. Sono sempre Rai 3 e Canale 5 che destinano alla fascia mediana della “scaletta” le news sul Tessile.
Nel 2003, se Rai 3 pare aver ricollocato in una posizione più strategica, le notizie sul mondo Tessile,
Canale 5 pur privilegiando la trattazione del tema in apertura di trasmissione, colloca quasi la metà delle news a metà scaletta. Si rileva inoltre come tendenzialmente alla tematica oggetto d’indagine venga preferibilmente dedicata la chiusura delle trasmissioni.

venerdì 19 ottobre 2007

Interrogativi dei "naviganti"

Giovedì 18 ottobre 2007. Ore 24 circa.
TG 3 Primo Piano presenta un servizio sull'attentato a Karachi in occasione del rientro in patria, dall'esilio, di Benazir Buttho. Immagini di morte , violenza, sofferenza, terrore
Sky tg 24. A molti Km di distanza nella nostra Capitale innaugurazione della festa del cinema.
Red Carpet, Sofia Loren al botulino, Monica Bellucci bionda, il Premier Veltroni che preeferisce alle due la cara estinta Audrey Hepburn. Poco senso dell'ospitalità.
La Comunicazione on the air dovrebbe rispettare delle priorità tragiche o business/ludiche?
C.C.T.

giovedì 11 ottobre 2007

I primi nove mesi del governo Prodi

La prima semestrale del Governo Radio/TV





La prima semestrale del Governo Radio/TV
Emittenti monitorate:
- Rai 1, 2, 3
- Rete 4, Canale 5, Italia 1
- La7
- Radio Rai1, 2, 3
- Radio 24
- Radio Capital
- RDS
- RTL

Ci siamo ispirati alle osservazioni del conduttore di Omnibus Antonello Piroso che ha rilevato i Temi in cui la Comunicazione in etere dell’esecutivo è parsa quanto meno inadeguata ai cambiamenti in essere della legislatura.
Alla conferenza stampa convocata per illustrare l’attività del Governo nel primo semestre.
Il Pres. Del Consiglio ha voluto ricordare i momenti salienti della strategia comunicazionale
Per facilitare la lettura abbiamo sintetizzato in due gruppi e successivamente in 7 sottocategorie i momenti informativi rilevanti nelle antenne in emissione nazionale sia radio che televisive.

Momenti salienti del periodo.
- Elezioni di cariche Istituzionali (27/04/06 - 03/05/06)
- Indulto (25/07/06 – 31/07/06)
- Missione umanitaria Italiana in Libano (15/08/06 – 21/08/06)

Agenda Politica PASSAGGI RADIO - PASSAGGI TV - TOTALI
Elezione cariche istituzionali 27/04/06 - 03/05/06 (154 - 434 - 588)
Indulto 25/07/06 – 31/07/06 (121 - 351 - 472)
Missione Italiana in Libano 15/08/06 – 21/08/06 (147 - 472 - 619)


- Caso Telecom (16/09/2006 – 22/09/2006)
- Varo della Legge finanziaria (29/09/2006 – 05/10/2006)
- Liberalizzazioni (29/06/2006 – 05/07/2006)

Agenda Politica PASSAGGI RADIO - PASSAGGI TV - TOTALI
Caso Telecom 16/09/2006 – 22/09/2006 (632 - 599 - 1231)
Approvazione Finanziaria 29/09/2006 – 05/10/2006 (398 - 542 - 940)
Liberalizzazioni 29/06/2006 – 05/07/2006 (292 - 300 - 592)