martedì 19 febbraio 2008

Lo diciamo da troppo tempo

di Clemencia Cibelli

Ieri la coppia Baldini Fiorello è tornata in radio a Radio 2.

Bravi Bravissimi, Fiorello oneman show ha bisogno di una spalla e Baldini lo è egregiamente, anzi è due spalle… non è che finisce come Giotto e Cimabue?

Bene, la presenza di questo talk show ha smosso il sonnolento mondo mediatico della par condicio televisiva.

L'ascoltatore finalmente sente parlare di politica così come se ne parla in strada, nelle piazze, nelle nostre case, con quel pizzico di ironia rimasto nel cuore degli italiani, sorridendo tra un caffettino al bar e una fila al supermercato.

Non se ne può più

Possibile che la classe politica non abbia ancora capito che applicare la normativa del pluralismo politico in televisione, vuol dire, per un minimo di par condicio, non affliggere lo spettatore con le solite facce di politici, non antichi, ma stantii.

La compagnia di giro è presente a "Porta a Porta" la mattina dopo da Luca Giurato, a seguire alle ore 20 sul tg 1.

Il datore di canone vuole vedere questo?

Facciamo finta di rispettare il cliente, così come insegna il mercato.

Lo spettatore vorrebbe vedere dei sani telefilm con il cane Rex, degli sceneggiati con il maresciallo dei Carabinieri che vince sempre con il sorriso, piuttosto che passare la serata con Fassino, Veltroni, Berlusconi, Casini, etc., e ritorno.

Alcuni sono spariti come il Presidente del Senato Marini, secondo noi: chi meno appare più voti prende.

Fulgido avvenire !

Ma per contenere la spesa perché non pensare ad una legge che impedisca le trasmissioni televisive per almeno 20 h ore al giorno.

In chiaro, le 4 ore concesse dovranno andare in onda dalle 2 a.m. alle 6 a.m.

Noi cittadini staremmo meglio fisicamente… avremmo anche del tempo a disposizione per raccogliere la mondezza, in cassonetti differenziati, o per costruirli se non li troviamo, etc. etc. etc.

Chi vuole assolutamente sorbirsi gli sciropposi papponi dei politici in tv, sarà costretto a pagare un canone ulteriore molto molto salato, e forse anche pepato.

Ultim'ora:

Il nuovo che avanza: Il PD spinge per la candidatura di De Mita!

lunedì 18 febbraio 2008

La campagna che c'aspetta

di Gianbattista Tagliani

Il 13 Aprile prossimo si tornerà a votare per il Parlamento italiano a poco meno di due anni di distanza dall'ultima tornata. Quali, le strategie dei partiti per assicurarsi il voto del corpo elettorale?
Il panorama politico è in fase di radicale cambiamento. L'Unione e la Casa delle Libertà non esistono più. I partiti si sono prima frammentati o sciolti ed ora a pochi giorni dalla presentazione delle liste, cercano nuove formule di alleanze, chi l'apparentamento , chi la federazione. Alcuni invece, ma più per necessità che per volontà si dichiarano pronti a correre da soli ed a sfidare i big, Veltroni e Berlusconi nella competizione per il premierato.
Programmi e promesse sono piuttosto simili tra di loro ed è per questa ragione che la partita si giocherà soprattutto sul terreno della comunicazione e della propaganda elettorale.

Veltroni, espressione della maggioranza uscente non potrà beneficiare, se non marginalmente, dell’effetto positivo generato dai buoni risultati del governo uscente. Insoddisfazione e sfiducia sono le espressioni più diffuse tra chi è chiamato ad esprimere un giudizio sull’esperienza del centrosinistra a Palazzo Chigi.

Per questa ragione Veltroni punta sul rinnovamento dell’offerta elettorale. Nuovo partito, nuovo simbolo e volti nuovi. Il PD si presenta come la vera novità nello scacchiere parlamentare. Nasce dalla fusione di due partiti ma si fonda su istanze che sono il frutto dell’esperienza passata quanto di nuove idee

Per sottolineare ed affermare questa novità ed unicità Walter Veltroni ha scelto di non allearsi, apparentarsi o federarsi con nessun altro partito, eccezion fatta per l’IDV di Antonio Di Pietro. Potrebbe rappresentare la scelta vincente, quanto al contrario, rappresentare un “handicap” per la prevedibile ostilità dei suoi ex alleati che si sentono scaricati.

Silvio Berlusconi dal canto suo sembra invece puntare allo snellimento ed al consolidamento della coalizione. Ha prima annunciato la nascita del partito che si sostituirà a Forza Italia e poco dopo ha incassato l’adesione di Alleanza Nazionale che per bocca del suo segretario ha promesso lo scioglimento del partito in autunno, passo necessario per la costituzione del partito unico. L’UDC è rimasta fuori. Pierferdinando Casini, messo alle strette e davanti al fatto compiuto, si è visto costretto ad annunciare la propria candidatura a premier, come avversario dei suoi ex alleati.

E gli altri?

Una parte degli ex componenti l’Unione stanno valutando l’opportunità e la fattibilità di concentrarsi sotto un’unica insegna, provvisoriamente battezzata “Cosa Rossa”. Fausto Bertinotti, dopo aver governato la Camera Bassa con successo e riconoscimenti, sembra voler defilarsi dallo scontro politico ideologico. Giordano, Diliberto e Pecoraro Scanio potranno comunque contare sull’esperienza e sulla sensibilità politica dell’ex presidente della Camera.

A destra invece abbiamo assistito alla nascita di una nuova formazione, La Destra, guidata da Francesco Storace, pronto ad approfittare della virata centrista di Fini, e da Daniela Santanchè, al momento l’unica donna candidata premier.

In attesa di verificare intenti e programmi dei centristi, prima tanto corteggiati ed ora improvvisamente soli, non ci resta che lasciarci travolgere dal fiume di news e messaggi che gli spin doctors dei big hanno già iniziato a diffondere.

venerdì 15 febbraio 2008

mercoledì 13 febbraio 2008

Casini corre da solo e balla coi lupi

di Clemencia Cibelli

A poche ore dall'annuncio che l'ex poliziotto, ex magistrato, ex ministro ex parlamentare Antonio di Pietro, si esibirà in un pas de deux con il solista Walter Veltroni, l'ex Presidente della Camera Pierferdinando Casini fa capire che correrà da solo ballando coi lupi.

Sarà …, ma secondo noi c'entra un po’ di iella… "non è vero ma ci credo"

Nel dibattito politico è intervenuta la Mamma di Piefer, Mirella Vai Casini, che ha affermato che Lei stessa ha consigliato al figlio di non aderire alla CDL abbandonando lo scudo crociato.

Vorrei vedere avesse detto il contrario, e men che meno avesse aderito al progetto unificante…..

Con la morìa di Mamme nel PDL ( Mamme Berlusconi e Fini a distanza di poche ore una dall'altra) è più prudente spingere premurosi figlio a non voler partecipare a gruppi invischiati in simili jatture.

Non è vero ma ci credo.

Se fossi Mamma di un candidato ci anche io due o tremila volte, meglio una Mamma viva di un signor x che una Mamma di Onorevole….. morta.

giovedì 7 febbraio 2008

Abbasso le quote rosa

di Clemencia Cibelli


Per lavoro o per mestiere (come si usa dire) osservo la televisione, la guardo , la studio , la analizzo.

Che brutta impressione facciamo noi donne in video.

In video quando parliamo di politica.

Aggressive, saccenti, strafottenti, sorrisini ironici accompagnano qualunque dichiarazione, fa eccezione una sola DONNA POLITICA : (l'ho scritto con tutte maiuscole perché le è dovuto)

La sen. Anna Finocchiaro Capo Gruppo del PD.

Elegante, femminile, bella, competente, controllata, serena, consapevole, mai ammiccante .

A lei televisivamente va l'Oscar della Politica.

Complimenti Sen. Finocchiaro.

Le altre donne che vogliono partecipare all'agone politico/televisivo del circo mediatico, cerchino di imitarla senza diventarne cloni, imparino finalmente che le donne italiane non sono solo veline, femministe incazzate, o vecchiette depresse ed aggressive, le donne italiane, sono professioniste, operaie, impiegate, studentesse, figlie, mogli e mamme… normali!

Lavorano, studiano, partecipano alla vita sociale, sanno mediare sia in casa che sul posto di lavoro, sorridono senza la necessità di sedurre, vanno dal parrucchiere, si truccano, curano figli, mariti e familiari, camminano, guidano, sciano, nuotano, ballano, ascoltano la musica, leggono, tute cose che solo la Senatrice Finocchiaro da l'impressione di fare e di fare con competenza.

venerdì 1 febbraio 2008

Come comunicare?

di Gianbattista Tagliani

Le consultazioni per la formazione di un nuovo governo, o come affermato dal Presidente del Senato Marini, per la ricerca di un'ampia maggioranza politica che ridisegni la legge elettorale, sono nel vivo.
La scommessa dei leader è quella di ottenere la fiducia degli elettori, soprattutto quelli "avversari", che presto torneranno alle urne.
Come ottenerla? Su cosa si fonda?
In momenti concitati ed "iper-monitorati" come questi è facile cadere in contraddizioni o dare segnali confusi. Il Vday, da una parte, da voce a coloro i quali si aspettano fatti, concreti, trasparenti, perchè chiedessero a gran voce il ricambio della classe politica. Ma tutti gli altri?
L'anitpolitica non è la sola ricetta risolutiva l'attuale mediocre stallo. L'impegno, la devozione alla causa, l'onestà intellettuale e materiale non sono riconoscibili come dirompenti e rivoluzionarie novità. Sono il sale di ciascuna democrazia popolare.
A cosa dovrebbero mirare i leader politici, dunque? Alla partecipazione emotiva di massa od alla sensibilizzazione mirata?
La maggioranza appare confusa, frastornata, quasi non si aspettasse di trovarsi in una situazione come quella attuale nonostante i ripetuti segnali degli ultimi mesi. L'opposizione, paradossalmente, si trova nella stessa situazione. Dopo aver tanto atteso la caduta di Prodi, una volta avvenuta appare "impreparata" quasi sorpresa quanto gli avversari.
Si sono innescate dunque tattice e strategie elettorali. Si da poca attenzione ai contenuti ai contenuti quanto ai flussi emotivi e piuttosto che proporre un'idea all'elettorato, si cerca di sedurlo.
Dopo aver conosciuto i risultati del dibattito televisivo con Kennedy, Richard Nixon, esponente della "vecchia" classe politica americana ha candidamente riconosciuto che "Un'immagine vale mille parole" e che dunque un candidato forte deve tenere conto di come appare, quanto di ciò che dice. Oggi però la situazione potrebbe essersi evoluta. Gli italiani cosa si aspettano?
Un "personaggio" mediatico od un "operaio" della pubblica amministrazione. Silvio Berlusconi fino a qualche settimana fa sosteneva l'urgenza di riformare la legge elettorale per garantire un governo stabile ed efficiente. Massimo D'Alema riteneva il referendum una minaccia alla sovranità parlamentare. Oggi Silvio Berlusconi afferma che la vigente legge elettorale è valida e si dovrebbe ricorrere alle urne immediatamente. Massimo D'Alema, una volta che il referendum ha incassato il si della Corte Costituzionale, sostiene che lo si dovrebbe anticipare per dare modo al popolo di esprimesi in un momento cruciale come quello presente.
Si contraddicono? Oppure come sostengono i più, con esperienza e dati freschi, si può cambiare opinone?
Oppure ancora, al momento ciò che è fondamentale è conquistare il governo e dunque si assecondi l'emotività degli elettori?
Sono i politici che influenzano l'elettorato od il contrario?
Sembra lo stesso interrogativo legato al mondo dell'informazione.
La differenza però c'è. I mezzi di comunicazione sono "mezzi". I politici sono persone. Se le persone che siedono in parlamento fossero più disposte all'ascolto, quanto se le persone che esprimono il voto fossero più disposte al comunicare, l'antipolitica non sarebbe altro che un neologismo fantasioso

Comunicazione ed immagine

di Clemencia Cibelli



Gli Uffici stampa devono lavorare con l'obbiettivo di portare all'esterno, le iniziative, le proposte, le attività di una azienda, di un personaggio, di una Istituzione.

Nella era dell'immagine talvolta si fraintende la prima regola e quindi si esportano esternazioni, atteggiamenti, battute, spesso si raccontano bugie o quasi-verità pur di apparire.

Mac Luhan certo non indicava sovraesposizioni mediatiche, ma equilibrati dosaggi tra apparire e comunicare .

Oggi le campagne pubblicitarie e comunicazionali, privilegiano i media in etere piuttosto che la stampa in edicola, la successiva rivoluzione sarà la preferenza a internet, ed ai blog.

Non dimentichiamo però che il fenomeno bloggista della così detta antipolitica, nell'anno 2007/2008, necessita ancora dell'appoggio influente della televisione. Difficile che blog con contenuti informativi di maggior valore possano avere la diffusione riservate allo show man Beppe Grillo

Nelle strutture pubbliche i Ministeri per esempio gli Uffici Stampa devono comunicare al pubblico maggiormente l'attività del dicastero o gli interventi dell'Uomo che al momento ricopre il ruolo di Ministro?

Abbiamo monitorato la Comunicazione dei Ministri del Governo Prodi dal 1 gennaio al 30 settembre del 2007, su 7 antenne nazionali televisive e su 9 antenne in emissione radiofonica, parametrando i passaggi relativi alle tematiche Ministeriali, o alle dichiarazioni del singoli esponenti politici..

Iniziamo dal Ministero per l'attuazione del Programma , dicastero i cui compiti sono poco chiari al cittadino si equilibra in un asettico 50% e 50% tra Ministro e Ministero

La scuola è tema di molta importanza nell'opinione pubblica, quindi l'interesse è rivolto principalmente alla tematica, scuola, caro libri, esami di riparazione, con un 85% sul 15% dedicato a Fioroni.

Stessi proporzioni per il Ministero dell'Università retto dall'On Mussi 82/18%

Risulta curiosa l'assenza del Ministro Gentiloni, da gli schermi, lo staff del Ministro delle Comunicazioni ha privilegiato le notizie relative alla tematiche TLC, (contestualizzando storicamente ricordando che già dall'estate del 2007, si ricominciò a parlare di conflitto di competenze e settori afferenti). Le proporzioni 80/20%

L'efficiente Ufficio Stampa del Ministero della Salute deve trasmettere ai cittadini notizie ai cittadini informazioni anche su farmaci, malattie, terapie aziende ospedaliere. Informazione completa ed equilibrata che occupa quasi l'81% degli spazi. Alla On. Ministro resta poco, solo il restante 19%..

L'Italietta

di Emilio Limone

L’hanno stuprata. Una volta, due, tre. L’hanno lasciata lì, agonizzante. Lo rifaranno ancora, e ancora, e ancora. Nessuno muoverà, come al solito, un dito. Povera Italia, tradita da chi ha l’obbligo, morale e costituzionale, di esserle fedele. Immaginate per un momento di essere la personificazione del nostro Paese: come vi sentireste? Male. Molto male. Stiamo cadendo in basso, ce ne accorgiamo ma facciamo finta di niente. Perché? Perché non lo sentiamo un nostro problema, non vediamo la nostra Patria come un bene comune. Però ci sentiamo in diritto di lamentarci, tra amici e parenti, se le tasse ci arrivano alla gola, le pensioni sono ridicole e i giovani non intravedono alcun futuro. L’Italiano è fatto così: l’importante è lamentarsi e compatirsi l’un l’altro, ci sentiamo soddisfatti, ci togliamo un peso e possiamo andare a dormire; tanto domani ci sarà nuovamente un’occasione per borbottare qualcosa. E le soluzioni chi le trova? Vogliamo lasciare questo compito alla gente che finora ci ha governato? Loro, ormai, sono al di sopra. Di tutto. Se chiude una fabbrica, se un’azienda è costretta a licenziare, se impazza il caro vita, se i mutui e gli affitti arrivano alle stelle, “gli spari sopra sono per noi” (Vasco Rossi docet). Sono guai nostri, non dei nostri politici: loro hanno fatto un investimento sicuro sulla nostra fiducia (o ingenuità) e si godranno sempre e comunque la bella vita, al governo così come all’opposizione. E’ possibile che non ci si renda conto del baratro in cui sta cadendo l’Italia? L’ultima commedia andata in scena al Senato lo scorso 24 gennaio, con tanto di schiamazzi, parolacce, malori e pic-nic (il trenino non l’hanno fatto?), avrebbe dovuto rappresentare il limite della sopportazione, al di là del risultato politico raggiunto in quell’occasione. In qualsiasi paese civile la gente avrebbe detto “basta”, avrebbe protestato contro l’offesa alla propria intelligenza, contro la presunzione dei signorotti del nostro Parlamento.