mercoledì 30 aprile 2008

Evadere! Evadere! Evadere!




di Clemencia Cibelli

Grazie Ministro Visco. Grazie Agenzia delle Entrate.

La malavita organizzata ringrazia per il servizio gratuito di fundraising offerto dall'ineccepibile servizio informazione dello Stato Italiano.

Il potenziale rapinatore, ricattatore, o ladro vulgaris, doveva fare un grosso sforzo per documentarsi su quali possibili clienti avrebbe dovuto approcciare, per poter svolgere scientificamente l'onorata professione.

Ora è tutto più semplice, è tutto online, nomi, cognomi, indirizzi, importi.
Quel povero risparmiatore calabrese, napoletano o siculo che conduceva una vita modesta per non esporsi a possibili ritorsioni…. È nell'occhio del ciclone.

Certo non si evidenziano gli appartamenti ceduti in comodato d'uso a potenti e simili… queste cose non si denunciano nel "modello" impositivo.

Il comico Grillo, che tanto comico non è, si è infuriato… quando si soffia sul fuoco prima o dopo le fiamme ti avvolgono.

Morale della favola:

Italiani, Evadete!, non dichiarate, evadete!, evadete!, altrimenti rischiate di essere rapiti, taglieggiati o quanto meno derubati. Grazie Ministro Visco.

L'antica Roma pubblicava le liste di proscrizione non le liste dei cittadini.

Dimenticavo siamo nell'era post moderna dell'online.

Scusate la "grillata".... a quando le telecamere al cesso per conoscere il consumo di lassativi degli italiani?

Pdl: elettore-tipo cercasi di capire

di Marta Moriconi

Qual é il profilo sociologico dell’elettore tipo del Pdl? Vittima dell’insicurezza, oltre che xenofobo, ma anche ignorante ed evasore. Potrebbe invece più semplicemente essere un elettore che cerca la sicurezza, che crede nella giusta pena e che desidera godere delle proprie fatiche favorendo se stesso oltre che lo Stato.

Parlare oggi, dopo le elezioni del 2008, di destra e di sinistra così come si esprimevano i partiti fino alla nascita di Pd e Pdl, non ha molto senso… o meglio il senso lo trova in campagna elettorale quando i partiti giocano alle rispettive recriminazioni storiche e si affrontano su un campo posticcio e non per i posteri (anche i due schieramenti maggiori in questi mesi hanno alluso una volta alla camicia nera, un’altra ai mangiapreti etc…). Le enfatizzazioni elettorali sono compiute dagli avversari in crisi di astinenza di poltrone e di idee, ma questo gioco al massacro aiuta solo le logiche e le strategie di pochi eletti.

Insomma se si fosse scritto questo articolo nel 2007 l’elettore di centro-destra sarebbe apparso un folle pericoloso. Peccato che lavora, produce, sfama la propria famiglia (se ce l’ha), si concede qualche uscita di notte e qualche altra libertà che è personale -un diritto di tutti-. Basta con l’idea che esista un cittadino “tutto manganello e galera ad oltranza” ed un altro che ospiti a casa l’emigrato anche se reo - lo stesso colpevole, se fosse italiano, sarebbe un emarginato a cui difficilmente un datore offrirebbe una seconda chance -.

Metodo per il futuro:

1) Bisogna che il politico e tutti noi viviamo come parliamo.

2) Bisogna considerare il passato al presente. Chi ha vinto questa guerra-elettorale (“ma anche” il secondo arrivato Veltroni merita lo stesso riconoscimento) probabilmente non ha visto indietro, ma lontano. Ha fatto un ragionamento ancorato alle necessità e non all’ostinazione anacronistica di alcuni pensieri politici.

Viviamo su questa terra che scopre ogni giorno di essere in crisi: finanziaria, alimentare, energetica, ambientale… E cosa si risolve parlando di fascisti, stalinisti, dividendo e dividendoci per chi non c’è più? I discorsi astratti con i loro partiti-ideologici non hanno più trovato posto in Parlamento e così anche le allusioni a quello o quell’altro errore storico stanno diminuendo come il numero dei prossimi ministri della repubblica. La gente, la più ricca e la più povera, quella di cultura e quella più ignorante, si sono trovate d’accordo sul porre i bertinottiani e santancheniani di fronte ad una propria riconsiderazione, non più vittima di una precettistica rigida, ma fatta di idee dinamiche e in movimento. Tutte le articolazioni politiche infatti dovranno interessarsi e affrontare tematiche urgenti: precariato, imprenditoria, ambiente... insomma tutto è di tutti.

Il centro-destra ha avuto un merito in più rispetto alla creatura veltroniana: ha intercettato meglio le richieste di intervento che il popolo richiedeva, i pezzi da assemblare: la necessità di modernizzazione, l'importanza della tradizione, un nuovo regime fiscale... Al contrario, le parti radicali hanno dimenticato queste realtà oppure non sono riuscite a comprenderle per colpa del loro antico Dna, geneticamente incompatibile al confronto tra pari e alla mobilità di pensiero.

Cari amanti della politica il nuovo elettore che ha votato Pd e Pdl è dunque uno e mille: sono operai, intellettuali, studenti, precari, imprenditori, cattolici, atei, scienziati etc. Non esiste una categoria di queste che si senta più rappresentata e soprattutto unicamente rappresentata da una sola ala del Parlamento, ma esistono progetti elettorali che sono piaciuti più o meno a questo o a quello. Il futuro della politica è all’americana. Al bando le identità rigide, al via le grandi risoluzioni elastiche ai tempi e alle esigenze.

lunedì 28 aprile 2008

Al rogo fascismo e comunismo

di Clemencia Cibelli

Fascista:

Seguace del fascismo./ Relativo al regime fascista italiano.

Nell'accezione generica spregiativa di autoritario, oppressivo, la parola si è estesa ben oltre i limiti cronologici del fascismo. Nel linguaggio giovanile e familiare con una connotazione prevalentemente polemica per per caratterizzare una persona autoritaria o ritenuta tale.

DIR Dizionario Italiano Ragionato. Pag. 412

Comunista:

Che si riferisce la Comunismo. Chi segue o propugna le teorie del Comunismo.

Chi è membro di un partito comunista

DIR Dizionario Italiano Ragionato. Pag 672

Chi è senza peccato scagli la prima pietra…. Forse che i morti provocati da mr. Mussolini pesino meno di quelli provocati da mr. Stalin, o quelli di mr. Pol Phot più di quelli di mr. Pinochet?

Basta. Basta.

Cancelliamo i due lemmi dal dizionario, dalla vulgata corrente e viviamo serenamente la nostra quasi/democrazia.

I prepotenti di oggi in tutto il mondo non usano più l'olio di ricino, preferendo lassativi più commercializzati, mentre i comunisti hanno smesso di mangiare i bambini indirizzando il gusto verso prodotti dietetici o vegetariani.

Che barba, non ero nata, ora sono una signora di oltre la mezz'età.

63 anni fa abbiamo festeggiato con il 25 aprile la liberazione (comunista) dal regime (fascista) , e tuttoggi continuiamo ad usare questi termine nella contrapposizione.

Usiamo cellulari, internet, blackberry . navigatori satellitari, mangiamo panini con polpette, fusion food, viaggiamo con i lastminute, usiamo sigle, per dire ti voglio bene, si scrive TVB, in teoria parliamo tutti l'inglese, il tanga è considerato un indumento da educande, leghiamo lucchetti ai pilastri dei ponti, ci diamo tutti del tu, nessuno dice più buongiorno o buonasera preferendo, il quasi anglosassone "salve", lo spinello è più tollerato di una banale sigaretta di tabacco.

Chi ancora è rimasto legato ai termini antichi rinunci ad essere democratico, già che copiamo tutto dai nostri cugini di oltre oceano, impariamo ad usare:

Democratici, e repubblicani., conservatives o liberals, e chi più ne ha più ne metta.

Non scopiazziamo acriticamente , aggiorniamoci, aggiorniamo la nostra mentalità.

Si che noi abbiamo avuto il partito Fascista, ma gli spagnoli hanno avuto il Franchismo, i tedeschi il Nazismo, i francesi il Gallismo.

Noi abbiamo avuto anche il più grande partito Comunista extra URSS, ma anche gli altri Paesi europei hanno vissuto prepotenze dall'una e dall'altra parte.

Siamo un Continente che ha espresso la più antica democrazia del mondo, che ha espresso leggi che ancora oggi vengono adottate dalla maggior parte delle nazioni.

Allora riprendiamo solo per un attimo una usanza antica : IL ROGO, e buttiamo nel fuoco fascismo e comunismo, rimosse le ceneri iniziamo respirare l'aria pulita della democrazia

giovedì 24 aprile 2008

PD al verde

di Marta Moriconi


La Lega-Pd sarà la nuova frontiera del Nord? Un partito nel partito che copra l'area della Padania e aiuti Veltroni a risalire la china viene visto da molti militanti democratici come il fronte del futuro. Per questo un centro-sinistra-settentrionale è quello che serve al caso. Se è vero che un piccolo passaggio di voti da Rifondazione e Pdci verso la Lega c'è stato, è altrettanto normale che le esigenze e i tempi cambino e con loro anche la politica. Rifondazione alla Lega? Non deve più succedere che si traslochi così lontano dal proprio "ideal-luogo" di nascita e per questo sono iniziati gli incontri del Segretario del Pd con le segreterie del suo partito nell'irrequieta zona padana. Insomma, affondata una Rifondazione se ne rifonda un'altra. Più attuale e attenta ai problemi che preoccupano gli antichi insediamenti longobardi. E senza paura della realtà questa volta. Il "modello Cofferati" che propone l'alternativo PD del Nord non convince però del tutto il leader del centro-sinistra che, se da una parte desidera cambiare la formula del Pd, dall'altra non intende intervenire sulla forma: meglio pensare infatti ad un doppio coordinamento piuttosto che ad un doppione. Attenzione però veltroniani: un valore diviso in due ha la metà del valore, soprattutto in politica vince chi crede di più in quello che dice, piuttosto che chi studia meglio cosa dire. Veltroni si prepara poi ad una seria e dura opposizione intrecciando rapporti sempre più stretti e strategici con l'Udc, sopravvissuta alla debacle elettorale che ha investito invece i piccoli, folli e utopisti partitini: la Casta contro, Il Loto, Io non voto, L.I.R.A. e gli altri "grilli parlanti" e... perdenti. All'ex sind. di Roma occorre ora una strategia attuabile (più spontanea possibile), che accantoni il voto ideologico o quello nostalgico per il voto-esigenza e utile al cittadino che lavora, studia, vive in quest'Italia e con questi problemi. La seconda prova per il Pd deve ancora arrivare: costruirsi dal nuovo e di nuovo come alternativa reale al passato, anche al suo passato. E per questo motivo si sta studiando cosa il popolo vuole e pretende da chi sale al potere, ma anche da chi siede di fronte al vincitore.

A lavoro dunque perchè un'opposizione al governo fatta con coscienza produca un voto cosciente al partito.

E perchè il verde ritorni il colore della speranza.

giovedì 17 aprile 2008

L’Unione di Centro “alle corde”

di Marta Moriconi

Pierferdinando Casini: come leggere il responso che le urne hanno dato all’ex presidente della Camera dei Deputati? Senza dubbio un merito gli va riconosciuto: l’UDC è stato l’unico partito tra i “piccoli” ad aver mantenuto una rappresentanza parlamentare .
Con 36 deputati però il suo peso specifico sarà relativamente basso ed al Senato con 3 soli senatori, espressione peraltro della sola Sicilia, ancora più ridotto. Ma per una volta mettiamo da parte i numeri e passiamo ad un’analisi meno tecnica e più politica del fattore X delle elezioni 2008: i sorprendenti flussi elettorali (nello specifico lo spostamento verso il PdL e la Lega o il Movimento per le Autonomie di Lombardo) e la vita parlamentare della Terza repubblica.

Smentito il convincimento del genero di Caltagirone che tra Berlusconi e Veltroni sarebbe finita in parità e l’auspicio di essere decisivi, Casini si ritrova alla guida di un partito fragilissimo. Il sistema elettorale vigente, che sembra aver dimostrato che il bipolarismo possa garantire benissimo la stabilità, è stato apprezzato dall’elettorato. Cosa è successo? Sono entrati in gioco i partiti-progetto, con un’identità contemporanea e sensibile ai bisogni della gente che vive, hic et nunc, problemi e disagi tutti italiani. I partiti-ideologici, quelli che sanno di abito preconfezionato, di precotto della cantina, stando al risultato elettorale, sembrerebbero esser diventati inattuali, arcaici ed anacronistici rispetto a nuove emergenze e difficoltà, quanto incapaci di risolverle concretamente. I cittadini hanno deciso di sottrarre il monopolio dei valori ai movimenti politici (cattolici, laico-socialisti, comunisti etc)… hanno messo un punto sul multi-partitismo parlamentare, ormai riconducibile ad una casta arricchita e privilegiata, a servizio di se stessa e dei propri “clientes”. Via gli esclusivismi, le lotte di posizione, i sistemi di pensiero troppo astratti e assoluti. Al via confronti e riflessioni propositive, le attualizzazioni delle idee e la loro mobilità costruttiva, senza trascurare valori e basi fondamentali per un nuovo scorrere.

La lista unica non è un controsenso politico, ma una scelta di maturo senso politico.

È il giusto compromesso tra valori e interessi odierni (perché questa parola in un’accezione sana e positiva significa utile ai soggetti), tra opinioni diverse e sintesi di contenuto.

A sentire i piccoli però è l’inizio della fine della politica, ridotta a logiche di opportunità. Invece di guardare alla modernizzazione, se fosse stato per “i piccoli”, ci saremmo dovuti attaccare in tutti i sensi alle dottrine di un passato mai veramente passato. Ma “panta rei”, purchè in meglio si intende. E questo lavoro a migliorarsi e a migliorare le proprie prospettive deve essere l’obiettivo più prossimo di PdL e Pd. Senza cancellare in tutto i contenuti dei vecchi sistemi, si dovrà attuare una Summa polito-logica di valore e validità. Un orrore strategico: pensare di fermare il processo di costituzione di queste nuove realtà parlamentari, vista la chiusura della campagna elettorale. Il percorso è appena iniziato e tutto è ancora da conquistarsi, per costruire seriamente un futuro al meglio delle possibilità del nostro Paese. L’Udc (e così i partiti che ancor peggio hanno perso elettori e Parlamento) non sono stati al passo: l’identità storica e statica ha lasciato il posto a quella moderna e evoluzionistica. Quello che avevano in più e che in realtà bisogna ammettere hanno ancora, è che sono partiti e non liste elettorali come il PdL.

Quindi, senza nascondersi dietro un dito, necessita un intervento costituente. Serio ed in tempi brevi.

A parte questo, Casini dovrà accettare presto la vera novità istituzionale: i valori cattolici e soprattutto i cattolici appartengono trasversalmente a tutti i membri del Parlamento. Non esisterà più una sola ed univoca parola sull’argomento, ma più voci e da più parti. Per i cattolici questo sarà un bene, anche se ora domina lo sconcerto per la nuova realtà. Senza essere strumentalizzati, vedranno approfondire i temi al centro del dibattito etico e non, escludendo logiche di scontro pre-concetto e fazioso, ma edificante, e qui allarghiamoci, evangelico: “Andate e mettetevi a predicare al popolo nel tempio tutte queste parole”. Non si tratta tanto di insegnare agli altri (non dice "ammaestrateli") quanto di comunicare la propria convinzione.

E nel Tempio della politica e della laicità rimangono con questa funzione necessaria e importante.

mercoledì 16 aprile 2008

Meno male che l'UDC c'è


di Gianbattista Tagliani

Il nuovo inno di Forza Italia, "Meno male che Silvio c'è", costato, sotto forma di suoneria, alcune cinghiate in pieno volto ad un elettore del PDL che ha visto il proprio telefonino squillare in un seggio con conseguente intollerante e violento sdegno di un elettore PD, si presta ad una riformulazione lessicale quanto mai appropriata, rileggendo il dato elettorale nel suo complesso.
Pier Ferdinando Casini ed il suo partito hanno raggiunto l'obiettivo che si erano posti all'indomani dello scioglimento delle camere. Oggi l'UDC è il terzo polo.
Certo, la composizione del parlamento non è articolata come sperato dagli ex DC, il loro peso non è determinante l'agenda dei lavori, ma oltre che una voce autorevole è l'unica voce rimasta indipendente dai due principali blocchi.
Pier Ferdinando Casini puntava ad un sostanziale pareggio tra PD e PDL tale da poter esercitare un potere decisivo nell'approvazione o nella bocciatura dei provvedimenti del Governo, ma ha conquistato comunque un'importante e consistente platea ed una rilevante visibilità mediatica.
E' stata premiata la coerenza e perseveranza politica di un personaggio che oggi incarna il vero "liberale", capace di mediare tra riformismo e conservatorismo, capace di dialogare serenamente con entrambi gli schieramenti.
Il PDL ha dimostrato di poter governare da solo, ma non è stato capace di sbaragliare la concorrenza all'interno del proprio schieramento come fatto da Veltroni nel centrosinistra.
A mio parere è un risultato importante e positivo. Una formazione veramente di centro, liberale e non sfrenatamente liberista, conservatrice ma non nostalgica dei vecchi apparati, salda sulle proprie radici ma non ottusamente riottosa allo sviluppo ed alla crescita è forse la nuova "frontiera" della politica italiana che potrebbe un giorno liberarsi delle contrapposizioni da stadio che hanno caratterizzato gli ultimi 50 anni

ad maiora!

Caro Walter

di Clemencia Cibelli

Mi permetto di rivolgermi a Lei chiamandola per nome, meno istituzionale, meno freddo, e più amichevole, potrei esserLe per età, quasi mamma.

La conosco e l'apprezzo da molti anni, come autore, come africanofilo, come persona.

Come politico , meno.

Oggi Lei ci lascia in una Nazione monocromatica, il che non fa bene a nessuno, né ai vinti né ai vincitori.

Regola base di una democrazia matura è avere un governo forte con un opposizione forte e costruttiva.

Il che non vuole dire contrapposizione ottusa, ma propositiva alla ricerca di un bene comune.

Ma come può avere pensate Egregio Onorevole che in Italia si potesse pensare ad una società priva della sinistra, concetto che è insito proprio nella fisicità dell'Uomo?

A sinistra sta il cuore, l'organo preposto a pulsioni ed emotività, alla circolazione del sangue, alla vita.

Se si ferma il cuore non funziona più la macchina corporea, c'è la morte, o la vita apparente legata ad una macchina esterna..

Quando Lei ha dichiarato io vado da solo, ha pugnalato il cuore degli italiani.

La nostra storia è fatta di contrapposizioni, Roma/Lazio, Juve/Torino, Milan/Inter.

Campanile contro campanile. Contrada contro contrada

Fine.

La palude stagnante ci avvolgerà per i prossimi cinque anni, la destra non crescerà ,e se la sinistra avrà ancora la forza di farlo, lo farà con metodi arcaici e non democratici, nel frattempo, peccato, celebreremo le esequie di una Nazione che era un esempio per inventiva, produttività, cultura.

Peccato avere messo a riposo cervelli come Fausto Bertinotti, Gennaro Migliore, Diliberto, giovani o meno giovani, certo tutti impegnati in un credo, più o meno attuabile, ma appassionato, migliorare l'Italia.

martedì 15 aprile 2008

Lettera aperta al Presidente del Consiglio, eletto dalla maggioranza degli italiani.

di Clemencia Cibelli


Caro Presidente Berlusconi, abbia coraggio, abbia il coraggio di essere impopolare, di non essere "piacione" a tutti i costi..

L'elettorato italiano, per quanto possa apparire inconsueto ha consapevolmente scelto una linea politica, dopo una accurata analisi della situazione in cui vive.

L'Italia una nazione che ricattata da ideologie antiche e irresponsabili ha finalmente deciso di modernizzarsi europeizzandosi, ma niente ricatti neanche dall'Europa.

Vada avanti per la sua strada , abbia il coraggio di fare scelte impopolari, Lei che è abituato a scegliere giocatori di calcio per formare squadre vincenti, scelga persone competenti decise, "squadra che vince non si cambia"…, non sempre questo detto è valido, politicamente Lei ha incominciato a cambiare, ora abbia il coraggio di cambiare anche alcuni dei suoi collaboratori, non necessariamente, ai massimi livelli, perché diciamo la verità: Lei spesso si è scelto consulenti mediocri o poco affidabili.

Non necessariamente l'immagine è tutto… ci sono bruttini/e intelligenti, le girffes non sono indispensabili per essere arguti, i consulenti possono essere molto validi anche se indossano gli occhiali da presbite

Ci spinga e ci faciliti a fare quello che sappiamo fare, turismo cibi, moda, invenzioni, letteratura, cinema, musica sono il nostro background culturale!

Cellulari, soap-operas, e PC possiamo andare a comprarli in USA Cina o in India.

Non lasciamo alla controparte la gestione in toto della cultura.

Noi abbiamo il privilegio di abitare in questo meraviglioso museo cielo aperto, non limitiamoci ad ammirarlo, facciamolo ammirare, consentiamo ai turisti di tutto il mondo di sceglierci non solo per quello che siamo stati, ma per quello che siamo, persone attive, intelligenti, qualche volte furbetti ma abili nei nostri settori .

Le raccomandazioni per gli amici sono caratteristica dell'essere umano, ma che non sia l'unico criterio di valutazione. Alzi la mano chi avendo la possibilità di aiutare qualcuno che conosce bene non tenti solo di favorirlo, ma abbini il "mi manda Picone" alla professionalità, quella reale e non solo di punteggi virtuali.

Stimoli i giovani a cimentarsi, a mettersi in gioco, non a stare con le mani in mano in un’attesa che può durare molti mesi, per un responso concorsuale.

Stimoli gli italiani a pensare che il lavoro a tempo indeterminato possa essere certo, ma castrante in certi settori, che certi lavori non sono umilianti, ma che sia più umiliante farseli sottrarre da persone che conoscono l'umiltà, e la necessità. Non è intelligente pensare che stare dietro ad una scrivania sia più nobilitante, di essere un buon tappezziere, che fare la modellina (con tutti i ricatti che comporta) sia più gratificante di essere una buona infermiera ospedaliera.

Ci stimoli ad essere cittadini, e non sudditi, cittadini che non calpestano le aiuole, che non imbrattano i muri , che non buttano le gomme masticate per terra, che chiedono la ricevuta fiscale, che lasciano il posto sull'autobus agli anziani, che non temono razze ed abitudini diverse che noi, proprio noi siamo comproprietari del bene comune.

In sintesi ci stimoli ad attuare l'evangelico : "Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Avrà così risposto al 100% delle attese dei cittadini che l'hanno votata.

lunedì 14 aprile 2008

Evviva! Siamo diventati europei!

di Clemencia Cibelli

Il risultato elettorale ci ha regalato la consapevolezza di essere europei.

Ma non è così importante essere europei, ma è fondamentale realizzare che non siamo più provinciali, occupati a litigare tra campanili o contrade.

Non sono in grado di motivare questo mio sentire, ma sento che noi italiani a 63 anni dalla fine della seconda guerra mondiale potremo abolire i temi comunista e fascista, cancelleremo le fazioni, gli antigauchismi, di antiberlusconismi.

Abbiamo vissuto oltre 60 anni di contrapposizioni , di turate di naso, di arcorefobie…. Ora finalmente potremo votare per chi piace! Non contro qualcuno

EVVIVA.

Un grosso buco nero in questo scenario il non molto nascosto razzismo dell'Onorevole Bossi, specifico del segretario della Lega, non degli uomini della Lega, che sono assolutamente più disponibili al dialogo.

Mi auguro che l'Italia ritorni alle sue peculiarità del successo postbellico:

Il Turismo

L'agricoltura

L'enogastronomia.

Non più battuti da Grecia e Spagna per bassi costi e nulla più.Servizi alberghieri ad alto livello come offrivamo negli anni '50 o '60

Basta con diossina nelle mozzarelle o porcate nel vino .

Meno cellulari e più cose che sappiamo fare.

O felè fa to mestè ( si scrive così?)

Noi Italiami se volgiamo siamo i "mejo"

L'abbiamo dimostrato oggi con un equilibrato risultato elettorale, non roviniamo tutto con un ritorno di fazioni et similia, ora impegniamoci tutti a fare il bene dell'Italia. Fra 5 anni giochiamo il giorne di ritorno.

giovedì 10 aprile 2008

"If we could"


di Gianbattista Tagliani

Iniziano tra poco le ultime 24 h di campagna elettorale.

Nelle scorse settimane i candidati premier si sono combattuti la visibilità mediatica che avrebbe dovuto permettere all’elettorato di fare una scelta consapevole che soprattutto non sfociasse in una situazione di stallo parlamentare come nel 2006. Chi più chi meno tutti hanno contestato la disciplina vigente in materia di comunicazione politica, rilevando le difficoltà e le limitazioni all’accesso ai mezzi di comunicazione.

Va riconosciuto che è stata una campagna piuttosto deludente e scarsa di contenuti. C’era molta attesa, soprattutto tra i comunicatori. Attesa delusa.

Veltroni che ha impostato la campagna sulla suggestione emotiva ha sbandierato (letteralmente) con cartelli, cartellini, manifesti ed eventi di piazza, la ventata di novità apportata dalla nuova formazione politica che guida, il PD. Ha puntato molto sull’accostamento con il suo collega USA Barak Obama ed ha aspirato ad un paragone con il presidente Kennedy.

L’intento è stato nobile e condivisibile. Gli Stati Uniti di ieri, quanto quelli di oggi, si trovano a cavallo di una fase di cambiamento “rivoluzionario”, contromisura indispensabile a contrastare il fantasma della recessione ed il rallentamento della produzione di beni ed idee.

Oggi Obama punta a risvegliare l’orgoglio del cittadino americano, stimolando la sfera fantastica e la proiezione nel futuro. Kennedy aveva solo abbozzato lo stesso tentativo (con modesti risultati per altro) .

La sua tragica fine ha poi determinato la nascita del mito e l’oblio sulle ripetute e pericolose esitazioni del proprio governo.

Obama non punta a nascondersi nel cono d’ombra del mito ma cerca di rinnovarlo e personalizzarlo.

Veltroni , non me ne voglia, sembra voler fare l’opposto. Lo slogan della campagna è la traduzione italiana di quello di Barak. Il formato di manifesti e cartelli è quello più diffuso negli States, perfetto per qualsiasi tipo di inquadratura televisiva o fotografia. Il modo ed il linguaggio pure sembrano essere ispirati , per non dire ricalcati sul collega americano.

Ma veniamo al nocciolo. Queste righe non vogliono essere una mera polemica dello stile comunicazionale scelto dal sindaco uscente di Roma. Anzi. Da appassionato di politica e da comunicatore, sono “incantato” dal modello che Veltroni sta cercando di importare nel Belpaese. Mi domando se questo modello però sia confacente all’elettorato a cui si applica. Se si considera antropologicamente la gens italica si potrebbe trovare l’orgoglioso spirito di comunità nazionale in pochi momenti della nostra storia. E ciascuno di questi momenti ha avuto come minimo comun denominatore, la contrapposizione. Gli Italiani si sono sentiti e comportati come tali sempre perché provocati al compattarsi contro qualcuno o qualcosa. Guelfi e Ghibellini, i Carbonari, i Partigiani….tutti accomunati dal fatto di esser nati ed aver agito come fenomeno di contrapposizione all’establishment o governo.

Veltroni non può fingere che anche oggi l’italiano medio oltre che essere disilluso e disincantato nei confronti della classe politica, si sente sollecitato e coinvolto solo se gli si propone una “battaglia”. Oggi contro pinco, domani contro pallino, purchè sia possibile erigere barricate ed elogiare martiri combattenti.

In questo contesto lo slogan ideale, più che “Yes we can” dovrebbe essere “If we could”.

Ad maiora!

martedì 8 aprile 2008

Waco Texas - Italy

di Clemenci Cibelli

Il 20 aprile 1993. 76 persone innocenti, si bruciarono nella loro residenza di Mount Carmel, presso la località di Waco, in Texas.

Il 14 aprile 2008 una buona parte di Italiani si suiciderà lucidamente.

Waco Texas come Italia post elettorale

Durante questa noiosissima campagna elettorale per eleggere deputati, senatori, presidenti e consiglieri provinciali ,comunali, circoscrizionali, parrocchiali, di amministrazione (che tradizionalmente derivano dalla nomina degli eletti "in quota") , non si parla mai di vecchi/anziani .
Una volta i capelli brizzolati erano risorsa professionale e culturale della società italiana, oggi esistono in veste di pensionati e basta.
Propongo quindi un suicidio di massa… tipo waco Texas.
Così noi anziani non ruberemo più la pensione ai nostri figli ,come ci viene ricordato da politucoli vari, non pretenderemo agevolazioni economiche nel miserando paniere della spesa quotidiana, non intaseremo le corsie ospedaliere per urgenze vitali, già troppo occupate per
terapie non prettamente indispensabili come liposuzioni o chirurgie estetiche giovanili.
Suicidiamoci tutti come nell'aprile di 15 anni fa.

Autoeliminiamoci da questa società dove si elegge un rappresentante del popolo, solo perché è giovane , che sappia o no di politica non è importante,l'importante è essere under trenta…( a Roma c'è addirittura una lista civica).

Si realizzeranno così finalmente asili nido senza dover
sfruttare nonni come baby sitter.
Si libereranno case e tutti potranno avere una magione.

Si risolverà il dramma del debito pubblico risparmiando le miserabili pensioni per questi inutili vecchi..

Si respirerà
aria pulita oggi inquinata da auto vetuste (perché non possiamo compracele nuove)
Non si intaseranno le autostrade nei weekend (nota l'affluenza in autostrada di pensionati verso seconde case, visto che spesso non hanno la prima)

Non si affolleranno più i fast food e i takeaway (è noto che gli anziani mangiano preferibilmente panini con polpette)

Non si allungheranno le file davanti alle boutique nei giorni di saldi.

E inoltre i viaggi last-minute saranno disponibili per tutti.

Che fanno cose reali,tangibili e non virtuali.

Io sono una anziana ( sic 62 anni!), che non ha una casa di proprietà ,
donna, quindi non siede in consigli di amministrazione, che non fa lampade , massaggi o chirurgie estetiche, che non frequenta discoteche, che fuma (male, ma lo faccio dove consentito),che non ha bisogno di assistenza, anzi che cerca di darla a quelli più bisognosi o anziani, che usa i piedi e non l'auto inquinante, che raccoglie le deiezioni del cane, (i dog sitter troppo spesso fanno finta di non vedere), che va in Chiesa e non se ne vergogna, che ha il pessimo istinto di amare il prossimo suo come se stessa (i drivers del fine settimana imbottiti di alcol e cocaina, non amano neanche se stessi) che rispetta la natura, che non spreca l'acqua perché sa quanto è preziosa, che paga quello che può permettersi e che, quando non può, cerca di convincersi che sono spese superflue, che non vede il grande fratello (facendone salire l'ascolto) ma preferisce ascoltare la radio o leggere un libro.
Siamo tanti con queste cattive abitudini.

Siamo un "peso" pesante nella società dell'apparire: dove giovane è bello, anziano fa schifo.

Perché davvero non organizziamo un suicido di massa?

Per poi
vedere questa "opulenta società giovanile" autorispondersi davanti allo specchio al chatwiniano quesito "Che ci faccio qui?"
E se sarà vero quello che i nostri nonni ci hanno insegnato, dall'altra vita potremo guardarli, osservarli sulla via dell'estinzione facendoci molte ma molte grasse risate.