lunedì 29 ottobre 2007

L’Ue nei mass media italiani: riflessioni su notizie, personaggi e argomenti




di Anguel K. Beremliysky

La presenza dell’Unione europea (Ue) nei mass media italiani è una questione da sempre assai interessante. Lo dimostra anche l’esistenza di non pochi studi e approfondimenti sull’argomento. Ma vediamo se anche noi possiamo arricchire questo quadro, fornendovi qualche dettaglio di forma e di colore.

Lo facciamo analizzando le presenze dell’UE, intesa soprtattutto come istituzioni e politiche, nel contesto mediatico italiano. I dati quantitativi riguardano pertanto un arco temporale di 1 mese, compreso tra il 26 settembre e il 26 ottobre. Seppur breve, questo periodo ha fornito un sufficiente numero di argomenti e notizie che possano essere associate alla dimensione europea: dal vertice di Lisbona al quale è stato trovato un accordo sulla riforma dei Trattati, alla questione collegata dei seggi parlamentari spettanti all’Italia, all’immigrazione e all’OGM.

Tutti temi che hanno interessato il dibattito interno e che, giustamente, hanno visto una presenza mediatica dell’Ue che va sempre di più consolidandosi con il tempo e che conta nel periodo considerato ben 344 notizie. Tra le istituzioni ad avere la meglio è, chiaramente la Commissione (54), in quanto una fonte permanente di notizie, decisioni e iniziative. Il mese scelto conferma altresì che tra i componenti del collegio di Bruxelles, solitamente vengono citati il José Manuel Barroso (4 volte) in quanto presidente, Franco Frattini (18) nella qualità di rappresentante italiano e Joaquin Almunia (47), il responsabile degli affari economici e monetari.

Frattini e il suo collega spagnolo sono “favoriti ” anche dal forte accento che viene posto nel pubblico dibattito su due argomenti che vedono loro direttamente coinvolti. Trattasi rispettivamente delle questioni dell’immigrazione e della emergenza sicurezza e del continuo apprezzamento dell’euro. Almunia viene spesso associato alle notizie relative ai giudizi esterni su Finanziaria e welfare che sono attualmente all’ordine del giorno delle istituzioni.

La gestione dell’immigrazione a livello Ue e l’emergenza rom provenienti dalla Romania sono stati saldamente legati durante questo periodo. Gli interventi di Frattini, infatti, sono stati principalmente incentrati su poteri e normativa relativi all’espatrio, ma anche sulla sua ultima proposta di introdurre una carta blu a livello europeo per garantire un miglior coordinamento e maggiore efficacia nell’attirare nel Vecchio continente manodopera altamente qualificata da paesi terzi.

E’ interessante anche il caso dell’altro argomento – l’OGM – che suscita molte reazioni prevalenatemente negative presso l’opinione pubblica italiana. La decisione della Commissione europea di consentire la commercializzazione di alcune colture transgeniche come il mais ha aperto un dibattito spesso acceso tra sostenitori e oppositori dei prodotti prodotti con l’aiuto della scienza. Ad alimentare il contradditorio che si è svolto in diverse trasmissioni televisive e radiofoniche è stata anche la campagna lanciata contro la decisione di Bruxelles sotto il titolo “Liberi da OGM” che ha visto lo schierarsi su questa linea di demarcazione di mote ONG ma anche rappresentanze di categoria come la Coldiretti.

Lo sguardo complessivo ci aiuta a vedere che il modo in cui vengono trattate le notizie provenienti dall’Ue da parte dei mass media italiani continua ad essere prevalentemente negativo e passivo dal punto di vista dell’Italia. Si cerca cioé di rappresentare il rapporto tra l’Italia e il resto dell’Ue quasi come un confronto caratterizzato da antagonismo del tipo “noi contro gli altri” e viceversa. Questo si osserva soprattutto nelle tante notizie relative all’euro e al suo crescente costo, alle critiche che arrivano regolarmente sui conti pubblici italiani, all’OGM e l’etichettatura obbligatoria. Simile è stato il tenore anche della questione spinosa della nuova ripartizione dei seggi del Parlamento europeo ( PE) che ha visto l’Italia in una posizione assai precaria inizialmente, ma poi recuperata grazie all’accordo ottenuto durante i negoziati, considerato quasi una “vittoria diplomatica”. L’UE e, in modo particolare, l’allargamento sono ritenuti la causa dell’esplosione della criminalità sul piano locale in quanto hanno acconsentito a questi arrivi di massa di romeni, neo cittadini comunitari. Al tempo stesso, i media spesso cercano rassicurazioni rivolgendosi alle istituzioni europee, impersonificate nella fattispecie da Franco Frattini. Tutto questo su uno sfondo di un senso di sollievo dovuto al superamento dello stallo istituzionale e il ritrovamento del consenso sulla riforma.