giovedì 17 gennaio 2008

Visibilità, consenso e successo: un'illusione?























di Gianbattista Tagliani

Nell'ultimo decennio sembra affermarsi con sempre maggior concretezza il principio secondo cui maggiore è la visibilità di un soggetto politico magggiori sono il consenso ed il successo che ne deriverebbero. In ottobre (guarda il grafico) abbiamo pubblicato una "classifica" delle presenze radio televisive degli Onorevoli Ministri del Governo Prodi che sembrerebbe ribaltare l'assunto. Quanto meno in termini di successo. In testa alla classifica il Ministro Padoa Schioppa, seguito da Luigi Bersani, Clemente Mastella e Massimo D'Alema. Staccato di poco Alfonso Pecoraro Scanio.
Tornando al principio secondo cui "purchè se ne parli" ogni notizia è da considerarsi favorevole c'è da restare quanto meno perplessi considerando quanto accaduto nei mesi scorsi, fino ad oggi, ai soggetti in questione.
Ad oggi i leader della classifica sembrerebbero tutti vittime di una maledizione, forse opera di McLuhan o di Popper.
Il Ministro Padoa Schioppa è stato protagonista di una serie di incidenti, o forse meglio gaffes, come la dichiarazione sui giovani italiani, definiti bamboccioni, a cui ha fatto seguito l'assunzione del "bamboccione" del suo Vice Ministro Visco nel managment di Sviluppo Italia, società a partecipazione statale.
Il Ministro Bersani è incappato in una serie di contestazioni/guerriglia, seguite al decreto sulle liberalizzazioni che hanno generato malcontento ed insofferenza nella popolazione.
Il Ministro D'Alema si è trovato nell'occhio del ciclone per le spericolate dichiarazioni del PM Forleo sull'inchiesta Unipol. Il dibattito politico che ne è seguito ha poi portato forse alla prima frattura tra magistratura e politici della seconda repubblica
Il Ministro Pecoraro Scanio invece si trova con una patata bollente (forse geneticamente modificata) tra le mani come l'emergenza rifiuti in Campania e la mancanza di provvedimenti risolutivi (eccezion fatta dell'ormai consueto decreto d'urgenza che vede i militari impegnati in mansioni non proprio confacenti il loro prestigio e la loro professionalità)
L'ultim'ora invece vede protagonista l'ormai ex Ministro Mastella, che prima per solidarietà nei confronti della moglie agli arresti domiciliari, e poi una volta scopertosi iscritto nel registro degli indagati lui stesso e per l'evidente incompatibilità tra il proprio ruolo di Guardasigilli e l'azione dei magistrati si è visto costretto a lasciare il dicastero di via Arenula.
Il Ministro Gentiloni, che segue di poco in classifica i Ministri già citati cosa deve fare ora? Votarsi ad un santo o più laicamente affdiarsi a qualche scaramantico gesto nazional popolare?
Ad maiora!