lunedì 28 luglio 2008

L'elastico della politica





di Gianbattista Tagliani

Di questi tempi in radio si ascolta con una certa frequenza annunciare code sulle strade, code in cui i veicoli procedono ad elastico. La colonna di auto si allunga e si accorcia rispetto al veicolo che precede come un elastico appunto.

Lo stesso movimento che si legge dalle risultanze dei congressi o delle riflessioni estive dei cosiddetti partitini, quelli che all’ultima tornata elettorale non sono riusciti a portare propri candidati in parlamento o ne hanno portati non più di una manciata.

Si è chiuso ieri il congresso di Rifondazione Comunista con una spaccatura profonda, così come una spaccatura analoga si registra ne La Destra del duo Storace-Santanchè.

In entrambe i casi si tratta del giusto e prevedibile confronto a tutto campo tra le due ali di ciascun partito: coloro che imputano la sconfitta elettorale ad una troppo blanda caratterizzazione politica, e coloro i quali invece considerano troppo accesi i colori con cui i simboli si sono presentati all’elettorato. Nicky Vendola puntava ad un’evoluzione futurista di un partito, che partendo da radici ben piantate nell’humus culturale ed ideologico di nascita germogliasse nel nuovo terreno che è la politica di oggi. L’ex Ministro Ferrero invece ha puntato sulla rivitalizzazione di quelle radici considerando vincente il ritorno ad un passato in cui i successi non sono mancati.

Dall’altra parte dell’arco parlamentare si vivono momenti per certi versi analoghi. Daniela Santanchè rileva come sia non solo naturale, ma già in essere, lo sposalizio con il PDL di Silvio Berlusconi. Francesco Storace invece, con la sua consueta ed apprezzata correttezza e schiettezza dialettica, cerca di riaccendere quella fiamma che oltre che a distinguere il proprio simbolo dal resto dell’ala centro destra del parlamento, è portatrice di istanze e valori che hanno fondato il partito stesso, e che hanno una caratterizzazione fortemente sociale. E’ da registrarsi che contestualmente, anche il sindaco di Roma Alemanno, compagno di corrente di Storace ai tempi di AN, rivendicava l’identità del proprio partito mentre venivano studiate le modalità della fusione con Forza Italia.

Ecco dunque l’elastico. Dopo una sconfitta elettorale, è giusto doveroso che i Quadri del partito analizzino gli errori e propongano soluzioni e novità. Alcuni si allontanano dalle proprie radici avendo come riferimento le “tattiche” dei vincitori, lasciandosene dunque ispirare. Altri puntano al rafforzamento della propria identità.

Ad maiora